Storia del Ninjutsu

Andare in basso

Storia del Ninjutsu

Messaggio  Hokage il Ven Ago 08, 2008 4:47 pm

Cos'è il Ninjutsu?

"Arte" del Ninja (shinobi), arte dell' invisibilità. Essa viene anche definita col termine Ninpò. In coreano Shin-Bop. Per alcuni è l' arte dell' invisibilità. Essa crea guerrieri specialmente allenati per lo spionaggio e per l' assassinio, il cui corpo scelto di specialisti si formò alla fine del periodo Heian (794-1185) sulle montagne attorno a Kyoto, in cui vissero a stretto contartto con gli Yamabushi. Questi uomini, generalmente di bassa estrazione sociale, furono utilizzati dai Daimyo (capi di clan e di province), soprattutto a partire dal XV° secolo, per assassinare i loro nemici e penetrare nelle loro fortezze. La leggenda si è impadronita delle loro gesta, attribuendo loro poteri straordinari, tra i quali quello di rendersi invisibili, di camminare sul fuoco e sull' acqua senza affondarvi (??).Questi uomini, che venivano sottoposti fin dalla loro fanciullezza ad un addestramento particolare (vi erano solo poche famiglie specializzate in quest' arte), erano in realtà capaci di prodezze acrobatiche fuori dal comune. Essi erano esperti nell' arte dello scalare muraglie, nel nuoto subacqueo e nelle varie forme di dissimulazione e travestimento. I ninja usavano per le loro imprese degli strumenti del tutto particolari, come i guanti muniti di artigli di ferro (Shuko), dei natanti piegabili, delle armi non "nobili" come particolari tipi di pugnali (Ko.Ugi), delle armi da lancio (Shuriken), delle catene, delle corde e della polvere da sparo. Durante le missioni notturne i Ninja indossavano un costume in genere nero, con un cappuccio (Shinobi-Shosoku) oppure altri travestimenti atti a mimetizzarli con l' ambiente in cui operavano. Essi dovevano vivere tra la gente comune in maniera anonima ed avevano l' ordine, nel caso in cui fossero stati scoperti e arrestati, di sfigurarsi per non essere identificati, o di uccidersi per non tradire il proprio clan di appartenenza. Esistevano tre classi di Ninja, quelli che dirigevano le azioni e che intrattenevano i rapporti con i mandanti (Jonin), coloro che le preparavano (Chunin) ed infine quelli che le eseguivano materialmente (Genin). I Ninja dovevano essere esperti nel maneggio di tutte le armi e conoscere l' uso dei veleni e dei prodotti chimici (sostanze fumogene ed esplosivi), nonchè essere maestri di scienze occulte ed esoteriche (ipnotismo e parapsicologia). I loro sensi erano particolarmente acuti e sviluppati dall' addestramento specifico ed essi utilizzavano il codice particolare per comunicare tra loro. I Ninja ispiravano un grande terrore nella gente comune e, quando un "guerriero delle tenebre" veniva catturato (cosa che accadeva raramente) gli venivano inflitte terribili torture per poter scoprire, finalmente, tutti i suoi segreti. Durante il periodo Edo, il Giappone venne a trovarsi in una fase storico-politica di relativa tranquillità e molti Ninja, ormai "disoccupati", divennero assassini prezzolati o si diedero alla macchia assieme a banditi e briganti di strada. Evidentemente i loro obiettivi non erano certamente nobili; essi venivano considerati come l'antitesi vivente del Bushido. Nonostante l' alone di mistero che li avvolgeva, alcune famiglie ninja divennero celebri alla fine del XVI° secolo, quando , si misero al servizio dei Daimyo (ricchi feudatari) che li utilizzarono nelle loro lotte intestine o contro i clan rivali.

La storia del Ninjutsu

Nel Giappone sconvolto da un lungo periodo di guerre furono sempre piu' i nobili che si rivolgevano alle famiglie Ninja per essere aiutati nelle battaglie o per far compiere silenziose vendette. Grazie a ciò il potere politico dei clans si sviluppo' enormemente sino al punto che, attorno al 1467, fu lo stesso Shogun Yoshihira Ashikaga, il capo militare assoluto dell'impero, a richiedere il loro supporto. In questo modo intere provincie del Giappone finirono sotto l'influenza ninja. Con alti e bassi questa situazione si protrasse fino all'arrivo delle navi portoghesi e dei primi missionari gesuiti quando il famigerato generale Oda Nobunaga, che da un lato nutriva un profondo odio, alimentato dalla paura, verso le discipline interiori dei ninjutsu (ove ogni individuo è sacerdote di se stesso, senza intermediari tra il propro io e l'universo), e dall'altro era costretto a scontrarsi con il potere dei clan ninja nella sua scalata allo Shogunato, incoraggiò e protesse la religione cristiana per isolare il ninjitsu sul terreno culturale. Successivamente Nobunaga si decise a scendere in guerra aperta nel 1579 incaricando il figlio Katsuyori di assaltare, conquistare e distruggere la roccaforte Ninja di Iga. Nella battaglia di Teusho Iga no Ran le truppe di Katsuyori subirono una disastrosa disfatta per opera dei Ninja che dimostrarono in questa come in altre occasioni di essere eccellenti combattenti anche in campo aperto. Umiliato e colmo di rabbia Nobunaga lanciò un potentissimo esercito contro la provincia di Iga nel 1581 ma l'anno successivo la scalata di Nobunaga si arrestava bruscamente contro la lama di un nemico. Con l'avvento allo shogunato di Ieyasu Tokugawa (1582), favorito da un uso spregiudicato dei ninja, per l'Antica Arte della Notte si aprì un nuovo capitolo che la vide legarsi al potere centrale: i ninja si trasformarono in spie, poliziotti e repressori. Gradualmente persero per strada gli originali scopi di ricerca interiore di cui conservarono solo dei vuoti atteggiamenti senza piu' ricordare l'antica funzione, cosa questa che fece rapidamente decadere anche il loro livello tecnico, tanto e' vero che le due piu' importanti azioni che la storia ricordi furono dei fallimenti: nel 1637 il potere centrale tentò di usare l'antico contrasto tra ninja e cristianesimo lanciando i primi nella repressione di una rivolta di contadini convertiti nella zona di Nagasaki. Nessuno dei ninja riuscì in una impresa che, un tempo, non era una difficoltà, essendo tra le piu' comune ed abituali: penetrare nella fortezza del nemico ! Se ne andarono invece dopo aver rubacchiato le scorte di viveri dell'esercito che li aveva assoldati.
Nel Giappone sconvolto da un lungo periodo di guerre furono sempre piu' i nobili che si rivolgevano alle famiglie Ninja per essere aiutati nelle battaglie o per far compiere silenziose vendette. Grazie a ciò il potere politico dei clans si sviluppo' enormemente sino al punto che, attorno al 1467, fu lo stesso Shogun Yoshihira Ashikaga, il capo militare assoluto dell'impero, a richiedere il loro supporto. In questo modo intere provincie del Giappone finirono sotto l'influenza ninja. Con alti e bassi questa situazione si protrasse fino all'arrivo delle navi portoghesi e dei primi missionari gesuiti quando il famigerato generale Oda Nobunaga, che da un lato nutriva un profondo odio, alimentato dalla paura, verso le discipline interiori dei ninjutsu (ove ogni individuo è sacerdote di se stesso, senza intermediari tra il propro io e l'universo), e dall'altro era costretto a scontrarsi con il potere dei clan ninja nella sua scalata allo Shogunato, incoraggiò e protesse la religione cristiana per isolare il ninjitsu sul terreno culturale. Successivamente Nobunaga si decise a scendere in guerra aperta nel 1579 incaricando il figlio Katsuyori di assaltare, conquistare e distruggere la roccaforte Ninja di Iga. Nella battaglia di Teusho Iga no Ran le truppe di Katsuyori subirono una disastrosa disfatta per opera dei Ninja che dimostrarono in questa come in altre occasioni di essere eccellenti combattenti anche in campo aperto. Umiliato e colmo di rabbia Nobunaga lanciò un potentissimo esercito contro la provincia di Iga nel 1581 ma l'anno successivo la scalata di Nobunaga si arrestava bruscamente contro la lama di un nemico. Con l'avvento allo shogunato di Ieyasu Tokugawa (1582), favorito da un uso spregiudicato dei ninja, per l'Antica Arte della Notte si aprì un nuovo capitolo che la vide legarsi al potere centrale: i ninja si trasformarono in spie, poliziotti e repressori. Gradualmente persero per strada gli originali scopi di ricerca interiore di cui conservarono solo dei vuoti atteggiamenti senza piu' ricordare l'antica funzione, cosa questa che fece rapidamente decadere anche il loro livello tecnico, tanto e' vero che le due piu' importanti azioni che la storia ricordi furono dei fallimenti: nel 1637 il potere centrale tentò di usare l'antico contrasto tra ninja e cristianesimo lanciando i primi nella repressione di una rivolta di contadini convertiti nella zona di Nagasaki. Nessuno dei ninja riuscì in una impresa che, un tempo, non era una difficoltà, essendo tra le piu' comune ed abituali: penetrare nella fortezza del nemico ! Se ne andarono invece dopo aver rubacchiato le scorte di viveri dell'esercito che li aveva assoldati.
Nel 1853, quando le "navi nere" del commodoro Perry violarono l'isolamento in cui era rinchiuso il Giappone, una spia ninja (Yasusuke Sawamura) fu incaricato di salire di nascosto a bordo di una di esse per sottrarre documenti che facessero intuire le intenzioni degli stranieri. Egli ritornò dalla missione con dei manoscritti che sono ancora oggi conservati dalla famiglia Sawamura nella citta' di Iga-veno, Prefettura di Mie. I manoscritti erano una lettera di un marinaio olandese alla sua fidanzata ed una canzone che decanta le doti delle donne francesi a letto e delle inglesi in cucina.Il Ninjutsu era dunque morto ? Per le scuole che si legarono al potere Tokogawa e via via a quelli che lo seguirono, questa sembrava essere la triste realtà ma non tutti i Ryu di ninjitsu avevano condiviso la scelta del 1582. Furono questi Clan, ritiratisi allora tra le ombre di monasteri lontani a proseguire la ricerca millenaria, a tramandare l'arte nella piu' vera essenza.
Ma il potere, qualunque forma assuma, ha pur sempre bisogno di uomini che all'occorrenza sfoderino doti non comuni, arrivando là dove l'individuo medio, su cui esso fonda la sua supremazia, non può giungere. Avvenne così che allo scoppiare della guerra Russo-Giapponese gli sbigottiti marinai zaristi si trovarono a dover affrontare misteriose figure vestite di nero che abbordavano le loro navi e scomparivano dopo averle sabotate. Avvenne così che, nella prima guerra mondiale, tra la superstiziose truppe turche si sparse la leggenda dei diavoli giapponesi capaci di uccidere con il solo tocco di un dito. E quando la seconda guerra mondiale si trasformò in un tragico gioco a rimpiattino tra la jungle di tenebrosi isolotti filippini, lo Stato Maggiore giapponese tornò a riscoprire l'importanza di persone che sapessero muoversi furtivamente nella notte senza lasciare tracce, che potessero colpire il nemico senza neppure apparire, che sopportassero disagi di ogni genere e natura con stoica indifferenza.
L'occupazione militare del Giappone da parte degli americani costrinse tutte le Arti Marziali ed il ninjutsu in particolare a tornare alla più totale segretezza, se non che nel frattempo il seme dell'Arte era stato gettato in nuovi terreni: si apriva infatti nel mondo una diversa partita nella quale gli alleati di ieri divenivano i nemici di oggi ed iniziavano a combattere una guerra segreta fatta di colpi di mano, di attentati, di omicidi commissionati, del furto di informazioni riservate.
Ancora una volta l'Arte Silenziosa era chiamata ad una scelta. Ed ancora una volta si divise. Taluni clans, perseverando nelle scelte del loro antenati, decisero di mantenere per i loro affiliati un ruolo di stretto legame con le istituzioni ufficiali.

Quando nelle cronache di questi nostri travagliatissimi anni, riflettiamo su omicidi misteriosi di cui non si scoprirà mai il colpevole, su stragi perpetrate per destabilizzare questo o quel Paese, su inspiegabili morti di cui non si comprende la causa, come il 27 luglio 1985, sulla spiaggia tra Pesaro e Fano il mare restituiva un corpo senza vita ma stranamente composto: era quello di Masahiro Oki, una figura emblematica dell'odierno Giappone. Medico personale dell' Imperatore Hiro Hito, consulente dei cinque maggiori ospedali del Giappone, Oki ebbe una vita movimentata; soggiornò a lungo in India, dove divenne uno degli allievi prediletti del Mahatma Gandhi e dove il suo interesse per l'energia, la respirazione ed il corpo umano lo indussero ad applicarsi allo Yoga diventando uno dei più quotati maestri del mondo. Per tutta la vita si occupò di arti marziali giungendo alla fama di massimo conoscitore giapponese di queste ultime e collezzionando nelle varie discipline 36 Dan. Durante la Seconda Guerra Mondiale fece parte, non a caso, del Servizio Segreto nipponico. Veniva considerato depositario di tecniche per il dominio sui sensi e sul pensiero che migliaia di seguaci sparsi in tutto il mondo tentavano di apprendere. Quando si sente tutto questo, il pensiero non può non andare ad incontrare la figura di un esecutore particolare, di un uomo la cui vita propria ed altrui non abbia significato, la cui scala dei valori sia diversa da quella comune, un uomo insomma che all'esplorazione accurata del proprio animo abbia sondato fino in fondo il suo "lato oscuro" senza saper resistere al suo macabro fascino. Ma...esiste un'altra strada...è quella di coloro che ... continuano a scegliere il Lupo. Infatti la maggioranza delle arti marziali ha rinnegato questa scelta; la loro lenta evoluzione nei secoli ricorda quella che ha mutato il lupo selvaggio in cane domestico. Sono innegabili le qualità del cane eppure è il fiero lupo, conscio della sua forza, a non abusare mai contro altri della sua specie. E' giusto e bello che esistano i cani ma ... quanto sarà piu' povero il mondo quando scomparirà l'ultimo dei lupi !

Cosi', idealmente arroccati nei loro monasteri-fortezza, gli ultimi ninja tentano di mantenere viva la tradizione, non certo con lo scopo di far girare al contrario la ruota della storia, ma con la consapevolezza che per protendere i suoi rami verso il futuro, un albero ha bisogno di affondare le sue radici in un solido passato... ogni uomo è contemporaneamente Dio e Diavolo, un nobile guerriero ed un sicario prezzolato, un medicante o asceta ed un interessato bottegaio, la luce ed il buio...Il ninjitsu e' la ricerca di questa consapevolezza.
avatar
Hokage
Ninja Leggendario
Ninja Leggendario

Messaggi : 220
Data d'iscrizione : 07.08.08
Età : 28
Località : Villagio della Foglia

Visualizza il profilo http://naruto.forumotion.com

Torna in alto Andare in basso

Torna in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum